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L'autore

Carlo Zauli

Ceramista e scultore faentino (1926-2002), noto per i vasi asimmetrici degli anni Cinquanta, gli smalti bianchi su grès e i vasi sconvolti.

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Stele – scultura monumentale in ceramica, Carlo Zauli (ambientazione creata con l'intelligenza artificiale) Ambientazione IA

Carlo Zauli nasce a Faenza il 19 agosto 1926. Ceramista e scultore, insegna per oltre vent’anni all’Istituto d’arte per la ceramica di Faenza. Le sue opere sono oggi in quaranta musei e collezioni pubbliche nel mondo.

Formazione e inizio carriera

Nel 1937 si iscrive all’Istituto d’arte per la ceramica di Faenza e studia con Anselmo Bucci e Domenico Rambelli. Nel 1944 è deportato nel campo di lavoro di Hülz, in Germania. Si diploma in Magistero tecnico nel 1948.

Tra il 1949 e il 1950 rileva, con tre compagni di studi, il laboratorio del ceramista Mario Morelli in via della Croce, a Faenza. Dal 1954 partecipa con regolarità alla Triennale di Milano. Nel 1953 vince il Premio Faenza con un vaso asimmetrico in maiolica policroma; lo vincerà ancora nel 1958 e nel 1962.

Grès e design

Negli anni Cinquanta passa al grès e sperimenta i primi smalti bianchi. Nel 1958 ottiene la cattedra di Tecnologia pratica e realizza i ventuno bassorilievi in maiolica policroma del fregio per la Reggia di Baghdad. Nel 1960 realizza il bassorilievo per l’Hotel Hilton di Teheran.

La Faenza

Nel 1960 è tra i fondatori dell’azienda La Faenza, che produce piastrelle in grès al posto della maiolica, e collabora con l’azienda.

I bianchi di Zauli

Nel 1962 vince il terzo Premio Faenza con un vaso bianco sferico in grès e lascia la maiolica. I vasi diventano forme geometriche semplici, rivestite degli smalti bianchi per grès ad alta temperatura noti come «bianchi di Zauli».

La scultura

Fra il 1967 e il 1968 passa alla scultura in grès: sfere, cubi e altre forme geometriche, spesso pensate per l’esterno. Nel 1973 vince il primo premio all’Esposizione internazionale di ceramica di Nagoya e nel 1974 porta 120 opere in una personale itinerante a Osaka, Tokyo, Nagoya e Kyoto. Nel 1975 apre uno studio a Milano, ma le opere monumentali continua a realizzarle a Faenza.

Vasi sconvolti

Dal 1976 nascono i vasi sconvolti: forme tornite e poi strappate o piegate. Dal 1987 le «sensualità sconvolte», vasi che si richiudono su sé stessi, aprono l’ultima fase della sua scultura.

Ultimi anni

Muore a Faenza il 14 gennaio 2002, dopo una lunga malattia; lo stesso anno il suo studio di via della Croce diventa, per volontà della famiglia, il Museo Carlo Zauli.

Fonti: Museo Carlo Zauli; Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna; CGIL, raccolta d’arte; Museo internazionale delle ceramiche di Faenza (Premio Faenza).

Opere di Carlo Zauli

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